Esperimenti di una notte senza sonno#2
E non prendo
sonno perchè
non sembra esistere
sogno più bello
della realtà che
tu sai regalarmi
Semplicemente tutto ciò che mi circonda
Esperimenti di una notte senza sonno#2
E non prendo
sonno perchè
non sembra esistere
sogno più bello
della realtà che
tu sai regalarmi
Esperimenti di una notte senza sonno#1
T
i vedo respirare affannato
I
ndizio di un’emozione che non sai descrivere
A
ncora sconvolto da un bacio inaspettato
M
uovi leggere le tue mani nel cercare quelle di lei
O
mbre leggere che si intrecciano, forse solo per una notte.
Cattiveria: anagramma muto di pubblicità.
Curioso accostamento, direi.
Soprattutto per me, che mi ritrovo in un laboratorio creativo di comunicazione pubblcitaria, alle prese con chi davvero sa cosa voglia dire creare, scontrandomi con la me stessa che fuori da questo spazio perde qualsiasi “coraggio” creativo.
E penso che potrà anche non andare, che con la pubblicità non ci so fare e forse con tante altre cose ancora. Ma gli stimoli sono tanti, la voglia di sfidarli e lasciarsi portare via con la fantasia pure.
Ci vuole solo un pò meno paura, paura di dire, di osare, di giudicare e di fallire. Paura di creare. Perchè su queste pagine resto sempre un pò nascosta, tra ermetismo e non so chè, ma in molti altri luoghi sono costretta ad essere nuda, per assurdo più di quanto non lo sia qui.
Ci sono ostacoli che tutti vediamo, e altri che vengono da dentro, che non si sanno abbattere e che spesso ti buttano a terra, senza chiedersi se ti farai male.
Ma se mi chiedessero di scrivere un profilo, oggi disegnerei semplicemente uno specchio, perchè solo quello saprebbe cogliere la realtà mutevole che mi rappresenta, incapace da una vita di definire “chi o cosa” sono.
Perchè sarebbe come decidere quale canzone sia la mia preferita tra le mille che mi girano in testa. Ma chi mi conosce sa bene che non ci son mai riuscita, arrabbiandomi sempre un pò per l’assurda pretesa.
PS: www.gerardospagnuolo.it –> ecco a voi di cosa si tratta! alle prese con un vero professionista.
Mi sento sfuggire tutto di mano con una velocità quasi indescrivibile. Vedo due mondi e due velocità, due città troppo lontane e Mantova che ci aspetta alla fine di tutto, ma sempre per troppo poco.
Sento che sto rincorrendo e che il respiro è in affanno.
Ed è questo che mi toglie il fiato. Mi chiedi di essere forte, lo so, così io lotto contro di me, anche o forse solo grazie alle tue parole.
Ma ancora una volta vorrei essere ovunque meno che qui. Perchè le cose non girano e io non le so modificare. Perchè è come stringere ogni volta di più un’invisibile cappio attorno al mio collo.
Non so perchè, ma ho il fiato corto e nessuna possibilità di riprendere la corsa.
Sarà che a me, correre, non è mai piaciuto davvero…
O sarà che il campo verde, su cui riposarsi alla fine, è troppo lontano.
In attesa. Di cosa non lo so.
Forse, come mesi e mesi fà, di tempi migliori.
L’attesa è senza previsioni. Resti solo tu, l’arrivo di ogni mio pensiero.
Tra le tue braccia, accarezzata da un tuo sorriso. Festeggio così i miei 21 anni, senza voler ricordare null’altro che quell’amore incondizionato che sai regalarmi ogni giorno da quando ti conosco.
E resta un piccolo nodo nel tuo cuore, questo lo so. Un nodo che ho creato contro me stessa, a prova delle mie imperfezioni, delle mie bassezze. Sono stati 21 anni strani, tra lacrime e sorrisi, 21 anni che ricorderò per tutta la vita, perchè mai ho avuto accanto qualcuno che mi facesse desiderare di essere migliore.
Perchè mai ho avuto accanto qualcuno che mi facesse sperare di essere migliore.
Perchè mai ho avuto accanto qualcuno per cui non poter essere altro che migliore.
Grazie.
Per ogni singolo “regalo” che mi hai concesso, senza mai smettere di amarmi, anche davanti alla me che più di tutte vorrei dimenticare.
Una serata così dolce da conservare quel retrogusto amaro che gratta in gola…come un sorso pieno di sciroppo alla mandorla, così, puro nella sua dolcezza, amaro nel suo ricordo finale.
La vivo un pò così, questa sera, come questa fine…fine di un’estate che lascia il posto alla vita bolognese, amata certo, ma mai quanto Te.
E dietro a quel ricominciare ricco di aspettative, sfide e novità, nascondo una piccola parte di me, spaventata e confusa…quella che in questi giorni nel litigare ha visto un congedarsi semplice e sicuro, quella che, in ogni sorriso che mi hai regalato ha sentito la tua mano scivolare un pò più lontana.
Non sono i chilometi che mi spaventano, ma i cambiamenti. Questo è il primo per noi, dopo sei mesi…e anche se lontani lo siamo già stati senza separci mai, la dolce abitudine di baciarti ogni giorno mille volte non è qualcosa a cui so rinunciare facilmente.
…e inizia così l’ultimo giorno della loro prima estate insieme…letto così, lo so, mette un pò di malinconia…
Tarifa, Agosto 2008
E ricordo il malumore che tu facesti portare via da un’onda alta e potente, l’onda del tuo amore, soffiata dal vento delle tue parole.
Quelle parole che parlano di un futuro che sai solo sognare ma che continua a raccontare di noi, avvolti da un telo che stringe qualcosa di più che i nostri semplici corpi.
Anime unite, nella serenità di un momento che vorresti eterno. Perchè l’oceano non potrebbe far altro che farti, meravigliosamente, sognare.
E noi accettiamo l’agrodolce attesa, dipingendo come quel Plasson, un mondo agli altri invisibile eppure per noi così perfetto.
Senza che resta ricordo più bello se non quello di noi due su quella spiaggia, nel viaggio di ritorno al presente che non scolorisce la voglia di potersi stringere in un solo futuro.
Ti amo.
A Seba
C’è chi deve aspettare. C’è chi sa farlo, anche se è dura.
Io non lo so cosa si prova ad attendere l’arrivo verso un traguardo che sembra non giungere mai. Quasi non fossi capace di correre abbastanza forte verso quella “fine” che sai essere solo la prima parte di un nuovo inizio.
Io non lo so cosa di prova a sentirsi ora un pò soli a quell’arrivo, forse un pò troppo per trovare qualcuno con cui gioiere, con cui condividere le paure di quella nuova strada che bisogna intraprendere, perchè fermi non si può stare.
Però sono fiera di Te, perchè non hai mollato, anche quando sembrava molto facile farlo. Perchè hai dimostrato a te stesso che comunque vadano le cose il tuo obiettivo, oggi è conquistato.
E a me non può che scendere un lacrima sincera nel pensare che non sarò lunedì lì accanto a Te, in un momneto che vorrei solo vivessi con la serenità e la gioia che meriti.
Però sai che ti penserò, senza mai smettere di ricordarti che un pezzettino di questa laurea che vai a conquistare è anche un pò mio, perchè anche se lontana, a Mantova o a Bologna, mi hai sempre avuto estremamente vicina. E sarà così, anche se ora il futuro ti spaventa un pò.
Ti voglio bene, e tu lo sai…
in bocca al lupo per ogni cosa!
I pensieri sono qui nella mia testa. Vorrei avere la costanza di lasciarli cadere, come lente gocce di pioggia, proprio qui, come ho sempre fatto. Eppure mi capita spesso di tenerli dentro, senza dare aria a ciò che spesso ne toglie a me.
Perchè è sempre facile pensare e altrettanto difficile dimenticare.
22 settembre, l’autunno alle porte. Un’estate che è volata, accanto a Te che amo, lontana da molte persone, forse troppe, che non hanno però smesso di pungere come piccoli spilli, a volte con piacevole solletico, a volte con una lacrima acuta.
Il primo pensiero vola in Olanda, a chi è partito, non ha salutato e non ha rimediato. A chi mi ha deluso, senza poi riuscire a scriverlo davvero quel breve messaggio che avrebbe dovuto salutare due amici, un tempo compagni di viaggio imbarcati in una nave che si era ripromessa di non affondare. Ma forse eran solo promesse da marinai…
Poi ci sono io, lontana da chi sta cercando di prendere la sua strada, da chi ha compreso che “arrivati a un certo punto è necessario cambiare pagina”. A chi sta scegliendo, con coraggio. Sono sempre pensieri affannati, tra nostalgia, felicità e il dispiacere di esserci solo con un messaggio, sentirti con una mail. Mi mancano così tante cose che in poco sono diventate una piccola “maledetta” abitudine. Ma non potrei dire qualcosa di diverso se non che mi spiace se, nel buio, ti sei girato e di me hai intravisto solo un’ombra. Spero che la luce torni, come quel pomeriggio a Bologna, quello in cui mi hai “salvato” tu!
Infine ci sono gli occhi in cui rivedo me stessa, gli occhi di un fratello, il mio. Gli occhi velati, lontani. Gli occhi che spesso non so affrontare e che non potrei mai guarire. Gli occhi che vorrei asciugare, anche versassero tutte le lacrime del mondo. Forse non sono capace di essere quello che vorrei accanto a te, per te, ma so che senti il bene che ti voglio, perchè potresti anche dimenticarne metà, ma esso ti basterebbe comunque per tutta la vita.
Commenti Recenti