Amarti e non saper riempire queste righe bianche. Amarsi e sentirsi un pò sciocchi, un pò bambini…rincorrere la tua voce per centinaia di chilometri, sapendo che basta una parola, un gesto che mi ricorda di te per sentire il cuore accelerare a mille, ingannato da qualcuno che non sei tu. Ed è come avere una mano incatenata da quello che è il mio amore per te, incatenata a un centrimentro da questo foglio, come a voler scrivere qualcosa senza riscirci.
E in questo freddo inverno, sotto la nostra prima neve lontana, riscopro quella stagione che ci ha fatto incontrare e poi innamorare: così la malinconica lontananza si stinge nei colori dei dolci ricordi. E lentamente sembra tutto ricorperto da quella neve che ora diventa fitta e bianca, una coperta che copre i rumori che interrompono il silenzio della mia felicità.
Amarti è sentire che la mia mano è nella tua, sentire le nostra braccia allungarsi in un abbraccio senza che i chilometri possano farci male.
Amarti è una fortuna, un insegnamento, una forza e una paura. Amarti è molto più di quello che so dire e ancora meno di quello che saprei scrivere.
E questo mi fa sentire piccola piccola.

1 comment
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Dicembre 1, 2008 a 6:10 pm
Anto
“una coperta che copre i rumori che interrompono il silenzio della mia felicità.”
La coperta in realtà è il piumone caldissimo e profumato, i rumori quelli del portone che si apre mentre due persone nella camera di fianco dormono!ecco la felicità!