…mi chiedi cosa in questi giorni occupa i miei pensieri, tanto da rendermi fragile a te come poche altre volte…anche questa notte, senza una risposta come tante altre volte, mi rifugio qui, convinta che nessuno leggerà mai quello che muove i fili del mio vivere quotidiano.
Non so spiegare perchè piango, eppure lo faccio ogni giorno che passa: ogni volta è sempre più facile inventare una scusa che dia la colpa a qualcosa che non può essere sviscerato, che non appartiene a me. Lo stress è stress, l’università va avanti, la nostalgia del non averti vicino è un dato di fatto. Eppure piango per tutto e per niente: piango forse perchè mi va, non perchè mi piace, ma perchè non so farne a meno. Sento su di me un peso che mi schiaccia e come un panno umido, vengono strizzata e faccio scendere piccole gocce salate. Lacrime.
Non è un gran periodo, questo lo so. Aggiungo alla mia personale lista nera ogni giorno qualcosa di nuovo, a volte annoto anche con una frequenza più che giornaliera. Spesso mi ritrovo a fare una piccola crocetta su quelle cose che sono in lista da tanto, ma che ancora non sono riuscita a eliminare. In alcuni casi disperati le crocette sostano in doppia fila, come le auto in centro al sabato pomeriggio. Tutto questo traffico un pò mi spaventa, anzi, togliamo un “pò” e sostituiamo a “spaventa” un più sincero, anche se pessimistico, “terrorizza”. Mi terrorizza.
Una lista nera non è una lista della spesa. I problemi, le angosce e le insicurezze non si svendono al 3X2…eppure tu resti al mio fianco, accompagnandomi mano nella mano mentre io cerco di riprendere aria: per i vicoli di Bologna, dalla finestra di casa mia, attraverso la cornetta di un telefono. E solo così, solo e unicamente grazie a te, penso, cerco, indago e trovo un senso a tutto. O forse, più semplicemente, “almeno ci provo”.
E già questo aiuta a sentirsi un pò meno impotenti, quando si è imparato che la felicità è (anche) essere padroni del proprio tempo, e ovviamente, della propria vita.
La mia lista nera (ignota ai più) resta ben stampata nella mia mente.
forse dovrei riprendere a dormire con la gomma sotto il cuscino…

1 comment
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Novembre 16, 2008 a 9:44 pm
Giulia
Mi dispiace sentirti così triste… Fra poco però inizia una nuova settimana e la nostra credenza è piena di tisane lo sai! Ed è un buon segno… Con una gomma, una tazza calda, un plaids e una sedia zen non è poi così impossibile conquistare il mondo!
Un bacione,
ti voglio bene
Giulia
(moolto stanca, bambini vi mangio!)