You are currently browsing the monthly archive for Novembre 2008.
Ricordo cosa è sempre stata per me.
Uno di quelli che credevo essere Amore.
Un ragazzo e la sua voglia di amare.
Un messaggio tra ragazzini…
“Guarda il cielo, la luna è bellissima stasera…”
“Sì, hai ragione…stupenda”
“…stiamo guardando la stessa cosa, è molto romantico…”
E rileggere per ore intere quelle frasi innocenti, sapere che nascondevano (non troppo bene) tante cose non dette, per paura e per imbarazzo…e scoprire un amore che c’è solo a quell’età…
E poi, ripensandoci oggi, sorridere con una lieve malinconia negli occhi, consapevole di cosa sia ora l’amore e soprattutto che allora “amore” non era. Ma poi fermarsi a pensare che emozione più bella di scoprire le parole segrete di un altrO non esiste. E così pensi all’ultima volta che la notte ti ha visto sveglia nell’attesa di un sorriso nato dal nulla, ma continuato per tutta la notte. E sai di non sbagliarti nel dire che il destino ti ha regalato tanto, perchè nei tuoi ricordi l’ultima luna che hai visto è quella che ,di ritorno da Londra, sapeva emozionarti facendoti battere il cuore come se non avesse più difese.
Amarti e non saper riempire queste righe bianche. Amarsi e sentirsi un pò sciocchi, un pò bambini…rincorrere la tua voce per centinaia di chilometri, sapendo che basta una parola, un gesto che mi ricorda di te per sentire il cuore accelerare a mille, ingannato da qualcuno che non sei tu. Ed è come avere una mano incatenata da quello che è il mio amore per te, incatenata a un centrimentro da questo foglio, come a voler scrivere qualcosa senza riscirci.
E in questo freddo inverno, sotto la nostra prima neve lontana, riscopro quella stagione che ci ha fatto incontrare e poi innamorare: così la malinconica lontananza si stinge nei colori dei dolci ricordi. E lentamente sembra tutto ricorperto da quella neve che ora diventa fitta e bianca, una coperta che copre i rumori che interrompono il silenzio della mia felicità.
Amarti è sentire che la mia mano è nella tua, sentire le nostra braccia allungarsi in un abbraccio senza che i chilometri possano farci male.
Amarti è una fortuna, un insegnamento, una forza e una paura. Amarti è molto più di quello che so dire e ancora meno di quello che saprei scrivere.
E questo mi fa sentire piccola piccola.
…mi chiedi cosa in questi giorni occupa i miei pensieri, tanto da rendermi fragile a te come poche altre volte…anche questa notte, senza una risposta come tante altre volte, mi rifugio qui, convinta che nessuno leggerà mai quello che muove i fili del mio vivere quotidiano.
Non so spiegare perchè piango, eppure lo faccio ogni giorno che passa: ogni volta è sempre più facile inventare una scusa che dia la colpa a qualcosa che non può essere sviscerato, che non appartiene a me. Lo stress è stress, l’università va avanti, la nostalgia del non averti vicino è un dato di fatto. Eppure piango per tutto e per niente: piango forse perchè mi va, non perchè mi piace, ma perchè non so farne a meno. Sento su di me un peso che mi schiaccia e come un panno umido, vengono strizzata e faccio scendere piccole gocce salate. Lacrime.
Non è un gran periodo, questo lo so. Aggiungo alla mia personale lista nera ogni giorno qualcosa di nuovo, a volte annoto anche con una frequenza più che giornaliera. Spesso mi ritrovo a fare una piccola crocetta su quelle cose che sono in lista da tanto, ma che ancora non sono riuscita a eliminare. In alcuni casi disperati le crocette sostano in doppia fila, come le auto in centro al sabato pomeriggio. Tutto questo traffico un pò mi spaventa, anzi, togliamo un “pò” e sostituiamo a “spaventa” un più sincero, anche se pessimistico, “terrorizza”. Mi terrorizza.
Una lista nera non è una lista della spesa. I problemi, le angosce e le insicurezze non si svendono al 3X2…eppure tu resti al mio fianco, accompagnandomi mano nella mano mentre io cerco di riprendere aria: per i vicoli di Bologna, dalla finestra di casa mia, attraverso la cornetta di un telefono. E solo così, solo e unicamente grazie a te, penso, cerco, indago e trovo un senso a tutto. O forse, più semplicemente, “almeno ci provo”.
E già questo aiuta a sentirsi un pò meno impotenti, quando si è imparato che la felicità è (anche) essere padroni del proprio tempo, e ovviamente, della propria vita.
La mia lista nera (ignota ai più) resta ben stampata nella mia mente.
forse dovrei riprendere a dormire con la gomma sotto il cuscino…

Commenti Recenti