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Non so cosa sia peggio…
…se l’incoscienza
…la consapevolezza
…se l’orgoglio
…la testardaggine
…l’insicurezza
…o la paura
Non so mi si incolli meglio addosso, se
…l’amore
…la solitudine
…il dolore
…l’amicizia
…l’impotenza
Sono giorni che mi soprono così: intenta nel capire chi sono, intenta nell’essere migliore, tesa al futuro, ma con una mano ben salda al presente, nonostante gli sbagli, le litigate, le giornate spensierate e le disattenzioni involontarie.
Una donna, una giovane donna, con
…meno aspettative ma gli stessi sogni: una di quelle che accetta che alcune persone la sappiano amare a loro modo, senza pensare che non la amano solo perchè quel modo non corrisponde al suo
…meno illusioni e più tranquillità: una di quelle che cerca di affrontare con serenità il quotidiano, senza passare la notte a spaccarsi la testa su qualcosa che non si può controllare
…meno irragionevoli egoismi: una di quelle che sa quando è giusto pretendere e quando è necessario invece lasciare, senza che il rapporto che ha con gli altri risenta delle insicurezze che si porta dietro
…meno paure: una di quelle che la vita la affronta a testa alta, anche se fa schifo, anche se il carico sulle spalle pesa, anche se molto spesso il peso che porti è quello degli altri, e non c’è soluzione.
Giorni così, senza certezze, forse con i soliti dubbi, gli stessi errori…ma con la decisa volontà di ammetterli prima che siano gli altri a farlo. Giorni in cui si cresce, un poco alla volta.
Giorni in cui anche le cose belle, sembrano un’arma a doppio taglio.
Ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio.
Sarà per quello che l’arrivo della primavera, il cambio di stagione, il conseguente “cambio degli armadi” – via i maglioni e fuori le t-shirt – porta nella mia vita una ventata di negatività.
Odio il “cambio degli armadi”, e -sì Mamma, lo so- …è perchè sono pigra, disordinata, eternamente legata alle vecchie magliette e ai maglioni, che non vorrei mai buttare e che, conseguentemente, non butto da anni e anni, nonostante restino sempre piegati in bella vista in sacchetti trasparenti, senza essere mai indossati, da anni e anni…
Odio il “cambio degli armadi”, soprattutto quando passano tra le mie mani trame intessute di ricordi, fantasie che la mia mente intreccia con istanti particolari, con volti, amori, amicizie…con lacrime, sorrisi.
Ma alla Mamma non si può dire di no. Così anche quest’anno affronto il giorno che nella mia mente ufficialmente segna l’inizio della primavera, un giorno che mi lascia dentro un complicato puzzle di emozioni diverse: un sorriso, la nostalgia, la decisa consapevolezza che così non vorrai più essere, così non vorrai più vivere…scelte: giuste, sbagliate, ancora incerte.
Il vestito che amava lui, la maglia presa con lei…il primo appuntamento, quei jeans che ora ti sembrano così ridicoli…quella gonna che tanto ami e che se non torni in forma non metterai di certo quest’estate, quella canotta che invece in vacanza non potrai proprio non lasciare a casa.
Ed è uno scontro complicato: una lotta tra ricordi che affiorano come boe al largo di un porto, senza possibilità di spingerli giù, ricordi belli che trascinano con loro nostalgia, ricordi brutti, gelide consapevolezze.
Una lotta tra le diverse Te: quella che conviveva bene con sè stessa, quella che felice si era comprata quella gonna forse un pò troppo corta, quella che quella gonna non la vorrebbe mai più mettere e quella che si costringerà a rindossarla, dopo aver passato mesi a provare a sentirsi più bella.
Ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio.
Forse è per quello che la fine del “primo” giorno di primavera mi lascia una scia di stanca confusione, come una lumaca che a fatica si trascina nel buio di una notte umida.
E sempre per questo, forse, la notte del “primo” giorno di primavera mi lascia indifferente al sonno, incastrata tra quelle stoffe, quelle trame e quelle fantasie, e con loro quei ricordi, quelle insicurezze, nostaligie e rimpianti.
Quasi quei capi inanimati fossero qualcosa di più che semplici coperte della mia anima. Ma ne fossero parte e portassero con loro, per questo, ricordi ed emozioni, anche quando getto distratta una vecchia maglia comprata con Mamma quando ero appena una ragazzina, quando al mio futuro ancora non pensavo perchè a quindici anni esiste solo il presente…
Lascio questo compito a un messaggio nel cuore della notte
un messaggio che parli di quelle paure
che sono come
scheletri nell’armadio

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