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Ho avuto giorni migliori
ma casco in piedi
e tu ne sei fuori
è come un nuovo sapore
che mi fa ingordo
e senza ingrassare
resta lì dove sei
dove non ti sento
resta lì dove sai
dove ti dico
tu non fai più male
non ci contare
non fai più male
sappi che
tu non fai più male
devi sapere
che non fai più male
sappi che
ho preso le mie misure
sei anni luce da quello che eri
è un po’ che ti ho chiuso fuori
acqua che passa
e piova o non piova
resta lì dove sei dove non si sente
resta lì dove sai dove ti dico
tu non fai più male
non ci contare
non fai più male
sappi che
tu non fai più male devi sapere
che non fai più male

Non fai più male, Ligabue

Tanti, tantissimi istanti che passo nell’attesa di un nostro incontro. Un istante che non avrà emozioni, solo la lucida conclusione di qualcosa che abbiamo vissuto insieme e che ora si è lacerato per il peso di ricordi sporcati dal risentimento, tuo e poi, soprattutto, mio.
Oggi non ci sei, lo so, e non mi lega a te nulla se non il ricordo di quello che sei stato. Una persona importante, la mia più grande delusione, il dolore più sordo che si possa provare.
Ora non ci sei e non ti vorrei, è un punto fermo e pesante.
Guardare indietro e non voltarmi mai, non voltarmi più.
Eppure, qualcosa sembra sempre, beffardo, volermi raccontare di te, senza indagare se io lo voglia o no, senza indagare se a me faccia bene o faccia male. Quando alcuni frammenti di noi emorgono da sotto la pelle il dolore sembra farsi avanti senza possibilità di fuggirvi. E quel dolore mi racconta di te, di un ragazzo che non so più riconoscere, di un ragazzo che credo di non aver mai conosciuto, a cui credo di non essermi mai mostrata realmente.
Come risuonano vuote le nostre promesse, come sembriamo lontani, muti nel nostro urlare la rabbia e il risentimento per le nostre vite che scorrono, l’una senza comprendere l’altra. Ma probabilmente l’una avendo, in fondo, bisogno dell’altra. Basterebbe ammetterlo.
Mi dico che è giusto così, mi dico che mai abbasserò lo sguardo, cancellando l’orgoglio che mi tiene lontana da te, lontana dai tuoi sbagli, lontana da quella vita che gli amici che ti sono accanto mi raccontano preoccupati, delusi, increduli. Mi dico che così comprenderai il male che mi hai fatto, anche lasciandomi allontanare da te senza muore un passo. Senza allungare la mano nella speranza di fermarmi, nella speranza di proteggere quell’amore che tu per primo avevi dichiarato. Mi dico che un giorno sarò una persona migliore, forse meno egoista e testarda. Che forse una mattina riuscirò ad alzarmi nel sole di una giornata calda, e ti sarò accanto, cancellando il male e ricordando quel bene che ci eravamo promessi in eterno.
Dove sei finito? Dove?
Forse un giorno mi avvicinerò davvero a te, forse un giorno mi alzerò in piedi, senza più permettere alla vita di lasciarmi a terra. Forse un giorno accadrà questo. E non sarà per nostalgia, non sarà per un ripensimento o per solitudine.
Sarà solo per Te.
Perchè forse ne hai bisogno, perchè forse non è così vero che senza me va tutto come desideri.
Perchè forse le nostre vite non vanno come vorremmo, perchè il nostro desiderio è di volere qualcosa che non è per noi.
Vorrei solo avessi anche tu la forza di ammerterlo.

Se mai leggerai queste righe, non fuggire lontano…io ho smesso di correre, vorrei ritrovarti per quello che eri.

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