Ascolto quelle canzoni che sono nodi nei nostri fili, nelle nostre vite che si intrecciano così, con una naturalezza che mi sorprende. E trovo che le nostre anime siano così affini da crederle lo spaccato di una stessa materia. E mi chiedo fino a che istante avrò la possibilità di viverti così, come sto facendo -con avidità- ora. E mi sembra di assorbire da te il bello di ogni istante insieme, di ogni risata che mi regali, senza difficoltà. E mi ritrovo a pensarti, a ricordare frivoli momenti insieme, a ricordare discorsi importanti, sorrisi, sguardi d’intesa, sguardi d’incomprensione, provocazioni, scherzi, prese in giro. E mi stupisco di quanto tu mi abbia regalato senza pretendere nulla in cambio, se non che fossi me stessa. E mi ritrovo a pensarti, a chiamarti, a raccontarti cose strane perché tu ti stupisca con me, a raccontarti cose ridicole perché tu rida con me, a raccontarti cose belle perché tu gioisca con me. E mi ritrovo in assenza di te, mi ritrovo a convivere con la tua mancanza, e non mi quieto, non mi accendo. E mi preoccupo di poterti vedere lontano, di poterti ferire. E vorrei sapere cosa fare, cosa dire, come agire. E vorrei…vorrei capire come sei…e mi preoccupo di non conoscerti, mi preoccupo di non capirti. E mi sorprendo di quanto ti conosca, e mi sorprendo di quanto ti capisca, e mi sorprendo di noi.

E ripenso a quelle note che mi ricordano di te, penso a quegli istanti rubati, sempre troppo brevi. Penso a quello che gli altri non sanno capire, a quello che io ho imparato con il tempo a difendere da tutto.
E ti stringo tra le braccia, e ti afferro la mano, perché tu mi tenga a galla, perché tu mi salvi da questo grande mare dove tutto gira troppo veloce. Ma non ti chiedo di salvarmi, la mia voce non ti arriva perchè io non riesco ancora a gridarlo quello che ho dentro. Eppure tu resti con me, ti bagni di quell’acqua che mi arriva alla gola impedendomi di respirare; lo fai senza pensare che potrebbe travolgere anche te.
E io non lo so accettare, non ne ho la forza, forse. Perché so che il mio grazie non potrebbe bastare, so che il mio essere non potrebbe darti la felicità che meriteresti.
Ma ci provo, ci provo ogni giorno da quando ti conosco a cambiare, a crederci con una nuova forza, quella che tu mi doni, a difendere la promessa fatta, a viverti senza la paura di perderti.
A vivere senza paura.
Punto.

Perché sta notte ci siamo solo noi, perché stanotte ho calato ogni difesa.
Perché nessuno si è mai avvicinato così tanto alla luce della vera “me”.
Perché tenerti così vicino non fa male.
Perché quel mare di bene è profondo fino al cuore della Terra.