Razionalmente: la vita va peggio, molto peggio di così.
Matura. Cresci e apri gli occhi: guarda cos’hai intorno, guarda le vite degli altri e fatti forza.
Smetti di essere come non vuoi, è ora di cambiare. O tiri fuori quello che sei, o le paure ti soffocheranno lentamente…e allora sarà la fine.
Mai come in questo periodo mi divido a metà: non so chi sono, non so come so. So come vorrei essere. Lo so tutte le volte che guardo in faccia quella vita, quella stessa vita che faccio tanta fatica ad affrontare a testa alta.
Vivo di alti e bassi, sono forte con chi vorrei risollevare, maschero bene le mie paure, le mie debolezze. Sono come sono, ma neanche tanto, con chi mi prende per mano, senza intenzione di mollare la presa.
Ma io cosa voglio? Chi voglio?
Vorrei essere forte non solo per gli altri, ma per me prima.
Vorrei che certe parole non mi ferissero più, vorrei chiudere quelle piccole ferite che troppo spesso sanguinano.
E poi? Poi sarei ancora io? Allo specchio saprei riconoscermi?
A sto mondo ci sono, ci voglio essere…devo solo capire le regole di sto maledetto gioco.
A volte combatto, ma sempre per gli altri…a volte mi sento dire “taci va, che tu sai cosa voglio dire, non sono pazzo”, una freccia che va a segno senza difficoltà.
Io ci provo a lottare, non importa che non lo faccia per me. Non importano le lacrime che verso dopo, in silenzio, nella mia stanza, nella mia testa. Almeno lotto, per altri ma lotto. Con altri e non con me, ma lotto.
So che voglio crescere, guardare le cose come andrebbero guardate, come chiedo agli altri di fare…come ancora non so guardare.
E sono ancora a metà: tra forza e debolezza, tra entusiasmo e sconforto. Positiva e negativa: ma i due poli non dovrebbero opporsi e non confodersi?
Cos’è tutta questa confusione?
E come un foglio bianco assorbo le macchie di inchiostro delle vite altrui, soffrendo per quei segni che restano, incapace di pulirmi, ma in grado solo di allargare l’alone.
Chi sono non lo so, cerco la pace in un turbinio di emozioni e cambi di umore spossanti.
Cerco la pace.
Cerco qualcosa che io sola posso donarmi.
E ancora la mente vaga in un turbinio di sensazioni che non so controllare.
Non fermatemi, no, voglio crescere…diventare una donna e non sentirmi più ragazzina.
Perchè la vita è così e tutto ciò che mi butta giù, giù fino al fondo, sono solo cazzate.
Matura. Cresci. Pretendi qualcosa di più di queste lacrime di sconforto. Alza la testa e impara come si sta a sto mondo.
Ma fallo in fretta.
Non c’è tutto questo tempo.

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