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Strano come sia facile inciamparci addosso. Strano come sia semplice ma così doloroso ritrovarlo negli occhi di chi ti dice di averti amata, strano come spingersi a odiare per dimenticare. L’egoismo della sua vita, l’egoismo dei tuoi ricordi che a volte con fatica ti impediscono di guardare avanti. L’egoismo freddo di chi non ti guarda neanche in faccia, ma il cuore te lo spacca in due. Senza ripensamenti. Senza parole. E tu accetti la sfida, getti la maschera e impari a viverlo quel male, a vivere per dimenticare ogni istante, anche quelli più belli.
L’egoismo che non sai trovare, che sai non esistere nei suoi occhi, nelle sue mani. La paura di averne scorta una scia leggera, la consapevolezza che fosse una difesa e non un attacco, e la serenità delle sue parole. La tranquillità che fai fatica a raggiungere ma che lui non si stanca di cercare insieme a te, con te e per te. E poi il tuo egoismo infantile e giocoso, la paura che non sia “per sempre”, e forse, proprio per questo, la bellezza di vivere ogni istante come unico.
L’egoismo che tu mi fai vedere, la paura di averti deluso per la mia volontà di vivere la mia vita senza che il passato la condizioni. L’egoismo che a volte compare come un’ombra nel riflesso della mia immagine, un’orma pesante che mi macchia. Il peso, enorme, di parole che forse non merito, ma che mi fanno male nel bene. Il peso di scelte che non so sostenere, di scelte che non so giudicare con sguardo freddo. Di scelte che osservi da lontanto perchè, come mi hai già detto, per capire quanto si è nella merda bisogna guardarla da una certa distanza, e la tua è quella giusta. Per fortuna.
La mia paura per un egoismo che può solo difendermi, un egoismo che non vuole ferire, che non vuole neanche sopravvivere. Un egoismo che già muore, pronto a difendere un’amicizia appena nata ma importante. Un’amicizia che sai fare bene a entrambi e a cui non credi sia giusto rinunciare. Una scelta che oggi pesa, per il silenzio di labbra che un giorno si preoccupavano per te, dicendo di volerti bene. Un egoismo che è sincerità e non un’arma. E poi una domanda: il suo sparire? Il peso che hanno lasciato le sue parole, la delusione nei suoi occhi e tu che non capisci, tu che ti chiedi perchè nella vita non si possa solo fare ciò che si sente senza preoccupazioni per il futuro. Se non ne hai tu, perchè dovrebbe averne lui. Tu che credi di meritare un “come stai?” e tu che credi lui meriti molto di più. Lui che scompare, lui che lascia dietro di sè parole che suonano vuote, davanti a uno sguardo che ti ha lasciata sola quasi la tua fosse una colpa.

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