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Niente di più bello che correre in bicicletta, musica nelle orecchie, aria fredda e una città bellissima. Una città che è tua.
Vorrei piovesse, vorrei correre sotto la pioggia e sentirmi ancora più libera, pazza e leggera. Come la pioggia, che sentirei solo sulla mia pelle, perchè la musica è troppo alta, troppo alta anche per sentire le macchine sfrecciarmi accanto, senza che io me ne preoccupi. Non importa, io non ho paura.
Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca…
Niente di più bello che continuare a correre così…bagnata ma me stessa. E rubare veloce attimi della vita altrui e poi tornare alla mia, di vita. A questa colonna sonora che accompagna le mie pedalate, al mio viso accaldato e a quella fatica che con il passare dei minuti non sento più.
lo vedi sento anch’io la pace
…
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
…
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com’è sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
Niente di più bello che sapere che non deve essere nessuno a difenderti, perchè tu corri e sai che ce la farai, perchè sorridi sempre e comunque, perchè oggi è a te stessa che vuoi voler bene. E non ti interessa null’altro. Non vuoi rispetto se non è mai mancato, non vuoi distruggere quello che hai costruito, se quello che hai costruito è importante e positivo. Se tu sorridi ancora. Se non hai mai smesso di farlo se non nell’istante in cui hai creduto di aver tolto qualcosa a qualcuno che ne aveva bisogno. Non ti preoccupi di te, non ce n’è bisogno. Tu corri serena in bicicletta, sotto la pioggia e ti senti bene.
…
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che è bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore
no..
no..
…nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
scrivi tu la fine
io sono pronto
Non difendermi, non te lo chiedo. Non ne ho bisogno.
Torna a fango, ma torna.
Ci si abitua a tutto.
Agli sbagli, a sentirsi tristemente sciocchi, a sentirsi così come ora.
Ci si abitua a convivere con sè stessi.
Si fa un pò meno fatica a volersi bene.
Mi chiedi: dimmi che mi vuoi bene.
“Ti voglio tantissimo bene, lo sai”
Mi chiedi: dì che ti vuoi bene.
Questo non riesco ancora a farlo.
Tu ci sei, vero?
Tu resti. Tu non te ne vai. Tu non sbatti la porta.
Ci penso e sono eternamente felice. Serena nelle difficoltà.
Non penso ad altro stasera. Non voglio farlo.
Solo al tuo “ti voglio bene” mille volte.
Solo a te che sei la mia colla.
Solo al bene e non al male. La tua parte non era quella dell’ “amore”?
Ora ne ho bisogno.
Ho sempre bisogno di te. Per imparare come si fa a volermi bene.
Per imparare come si cresce in questo mondo, come si vive e non sopravvive.
Se tu sarai la colla dei miei pezzi rotti al suolo, io non avrò paura.
Non più.
Grazie al mio scoglio.
Grazie a te.
S.

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