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C’è qualcosa a cui penso sempre, ogni volta che infilo gli auricolari e rifletto su quanto non riesca a stare lontana dalla musica, quanto quell’infinito universo di note e parole sia essenziale: il mio rifugio, il mio sfogo, la mia casa, le mie fantasie e le mie emozioni. I miei ricordi più belli ma anche quelli più tristi.
Ci sono momenti della vita che restano indissolubilmente legati a una particolare canzone, a un verso, a un passaggio solamente. Ci sono musiche, note, parole che si intrecciano con volti amici, con amori passati, con serate indimenticabili e con momenti bui. Quelle canzoni sono quelle di cui non potrò mai perdere il ricordo.
E’ strano però…capita, a volte, nelle sere più diverse, che quel filo che intrecciava vita e musica si spezzi. Capita quasi per caso, anche se in realtà sai bene che quel rischio esisteva, l’hai cercato, l’hai sperato. Presa dal vortice di emozioni che quell’ascolto ti regalava, hai usato quella canzone, l’hai consumata, hai leso i suoi minuti…l’hai resa uguale a tutte le altre, fino al momento in cui il tuo dito è scivolato leggero oltre di lei, alla prossima traccia, al prossimo artista, alla prossima emozione.
E’ come con la vita, la spremi con forza, bevendo tutto il bicchiere in una volta sola. E se è vero che, sì, la vita è un bicchiere da bere fino in fondo, nessuno in realtà ti dice in quanto sia giusto finirlo…E con avidità desideri quella canzone, nella folle impazienza di non poter aspettare neanche un istante, nell’irrazionale desiderio di ascoltare sempre e solo lei, fino al preciso attimo in cui cambierai, in cui passerai oltre, e quelle sensazioni svaniranno, si diluiranno. A volte quella sarà l’ultima volta in cui arriverai alla fine. Ormai ti sei abituato, nulla sarà come prima, ne l’impazienza di arrivare a quel ritornello, ne la smania di risentirla, la speranza che passi alla radio, la voglia di cantare, di urlare e di ballare con lei.
A volte pensi che avresti potuto frenarti, per conservare meglio quell’emozione, per non gettarla al vento dei ricordi.
Poi capisci, realizzi che quando troverai la traccia giusta, nella musica come nella vita, nell’amore, quella paura di desiderare di cambiare svanirà. “Hai presente quando ascolti la musica e nel lettore scorri le varie tracce? A volte hai voglia di ascoltarne una, a volte un’altra, ma non è mai come ascoltare “quella”: quella che non cambierai mai, che ascolterai sempre come fosse la prima volta, fino alla fine…”
Non è mai come ascoltare la tua preferita.

Un’idea che non ti abbandona, una dolce ombra che ti segue, che ti fa essere qualcuno anche nel buio, anche quando la luce è fioca fioca e i tuoi occhi non trattengono nulla di ciò che li circonda…un pò ti spaventa…perchè pensi che un giorno ti sveglierai e non sentirai più nulla, i tuoi occhi si saranno abituati al buio e non scorgeranno quella leggera orma di te, o forse lo faranno ancora, ma senza meraviglia.
Lo sai, l’abitudine è così…la lenta morte di tutto, una sicurezza che ti spegne sempre un pò…un trappola da cui non sai fuggire. Perchè non c’è nulla di più dolce che svegliarmi al mattino con la certezza che oggi sarà meraviglioso, che lo vedrò o che starò con lei, o che ci berremo una birra tutti insieme e rideremo, rideremo, rideremo. Che cucinerai per lui, per loro…che suonerete, come ogni sabato mattina, che il venerdì è la serata delle confessioni, delle chiacchiere tra amiche o che la domenica il viaggio in treno è diventato un pò più corto grazie a lui… E quando è così, quando l’idea di quella voce che racconta di sè, del suo sguardo che ti imbarazza sempre un pò, diventa qualcosa che ti mancherà nella tua troppo breve settimana, il desiderio che diventi qualcosa su cui contare è forte. Ma è lì che la vita ti frega…ci leghiamo a piccoli fili, a volte troppo fragili, a volte destinati a spezzarsi nel tempo. E lotti contro la tua voglia di vederlo, o come in tanti altri momenti di sentire lei, di uscire ancora una volta tutti insieme, di guardare un film su un divano troppo comodo, di bersi qualcosa come ai vecchi tempi, di bere qualcosa costruendo un presente, rinsaldando una convivenza, un’amicizia fresca ma già molto importante. Così mi divido tra il desiderio di vivere e vivere…bruciando la vita, con avidità, con occhi che si seccano per il calore di quel fuoco, con occhi che necessitano di chiudersi, di bagnarsi, di essere protetti. E la consapevolezza che tutto è così bello perchè tutto è così nuovo, brevi momenti da assaporare con lentezza, momenti che ti mancheranno, momenti che vorrai fermare, estendere nel tempo…per non dover salutare quel viso. E così strano, è una certezza che fa male: l’abitudine è pericolosa…lo sai, lo credi davvero. Vorresti contarci, vorresti che tutto fosse sempre così…ma non puoi. Sai che perderesti il piacere dell’attesa, l’emozione che ti riempie le giornate, l’impazienza nel risentire quella voce, nel conoscervi, nel riscoprirvi, nel sentirsi simili, lontani, amici o semplicemente vivi.

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