Nervosa, arrabbiata e un po’ agitata. Rincorro i tuoi occhi, rincorro le tue mani e i tuoi gesti. Mi irrita terribilmente tutto ciò, fino a pensare che per riflesso mi irriti tu. E non conoscendo chi sei mi ritrovo a pensarti, non sapendo il perché mi scopro a ricercare una ragione a qualcosa che non esiste, che non si può neanche raccontare, perché è il nulla. In un rapporto che non c’è, in un’amicizia che non esiste, in ore trascorse insieme per volere di altri e non nostro.
E mi ferisce la mancanza di un equilibrio, di una sicurezza, di una forza che non mi leghi alle mie debolezze, che mi faccia scegliere della mia vita, senza che sia altro a decidere per me. Così chiudo gli occhi e ascolto il mio respiro, cancello ogni traccia di te, per non rincorrere qualcosa che so fare male, tagliente come schegge di vetro.
E quella me è quella che non voglio vedere, è una fantasia che non voglio rincorrere, un sogno che non voglio immaginare.
E’ il nulla.
E’ solo questo quello che voglio ricordare.