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La vista ti si annebbia…non è possibile fissare lo sguardo per più di qualche secondo. E vorresti dire che è per l’alcol che attraversa il tuo corpo. Metafora di una vita passata a fuggire ciò che non puoi controllare, ciò che ti farebbe soffrire. C’è da rifletterci, perchè stasera è una sottile ebrezza che ti fa S-ragionare, ma domani?? Ti chiedi che ne sarà di quella speranza che anima i tuoi giorni, ti chiedi come sarà tra qualche mese…ti chiedi cose a cui non sai rispondere, anche se ne senti il bisogno. E allora pensi solo che stasera è stata una bella serata, addirittura una bella giornata, e non ti interessi di altro, anche se in fondo al tuo cuore vorresti farlo. E’ un “vivere” strano, un pò precario…sai che domani passerà, ma non sai come…e la cosa non ti piace…ti senti legata a una felicità dipendente dalla volontà altrui…è rischioso, è doloroso, anche un pò pericoloso. Forse sei semplicemente a un punto di partenza, dopo anni passati a costruire il nulla. Ci avevi creduto, è stato inutile. Ti eri impegnata, non è bastato: il nulla si cancella con un battere d’occhio, con un semplice pensiero, una cruda verità: è finita. Puoi riporre le speranze nel tuo futuro, forse dovresti…per ora è d’obbligo ringraziare coloro che fanno scivolare via questi brutti pensieri, con una serata, con un bicchiere. Senza dimenticare che certi bicchieri si rompono, e alcune volte tagliano pure. A voi il finale…stavolta io non lo so scrivere, e non per l’alcol che mi attraversa…

All around me are familiar faces # Worn out places # Worn out faces
Tutto intorno a me ci sono volti familiari … Luoghi logori … Volti logori

Bright and early for their daily races # Going nowhere # Going nowhere
Sveglio e brillante per le corse quotidiane … Senza meta … Senza meta

Their tears are filling up their glasses # No expression # No expression
Le loro lacrime hanno riempito i loro bicchieri … Nessuna espressione … Nessuna espressione

Hide my head I want to drown my sorrow # No tomorrow # No tomorrow
Nascondo la testa voglio affogare il mio dolore … Nessun domani … Nessun domani

And I find it kind of funny #I find it kind of sad # The dreams in which I’m dying # Are the best I’ve ever had
E trovo un pò buffo … e trovo un pò triste … che i sogni in cui muoio … sono i più belli che abbia mai fatto

I find it hard to tell you # I find it hard to take # When people run in circles
E trovo difficile da dirti … E trovo difficile da sopportare … quando la gente corre in circolo

It’s a very very # Mad world # Mad world
E’ davvero … Un mondo folle … Un mondo folle

“Perchè hai così paura dell’amore?”
Due anni fa, quando scrissi questo racconto, fu questa la domanda che mi fece il mio unico e solo lettore, Sebastiano. Da allora lui è stato l’unico a conservare questo racconto, anche quando, senza volerlo, io stessa lo persi. Poche settimane fà ho scoperto che era ancora salvato nella memoria del suo pc, nonostante gli anni passati: oggi eccolo qua.
Senza dubbio si discosta dalla magica illusione che caratterizza “Per G.”. E’ una visione dell’amore e della vita decisamente più cruda e disincantata. Non so se l’amore mi spaventa, qualche anno fà mi impauriva l’idea di non incontrarlo. Oggi sono al punto d’inizio, ma con più forza e consapevolezza. Un fedele lettore ha detto che trova “Lei” <<uno dei miei figli più belli>>. Io non saprei dirlo…ovviamente resta a voi l’ultima parola.

Cari lettori: è ufficiale! Dopo una mezzora ben spesa allo sportello “prenotazioni” della stazione ferroviaria di Mantova ho finalmente raggiunto il mio obbiettivo!Ovvero l’acquisto di tutti i biglietti necessari al mio viaggio a Montecarlo!Destinazione: casa di Michele, in una via non ben precisata (ma qualcuno la sa!!) della rinomata Montecarlo!Insomma, le incognite del viaggio non sono assolutamente poche: i cambi infiniti, le ore alla stazione di Ventimiglia, la scarpinata fino a casa di Michele (che suggerisce di “non caricarci troppo”), l’arrivo a un orario non precisato che si aggira intorno alle 6 del mattino e per concludere l’intero programma di cinque giorni di vacanza affidati completamente ed esclusivamente alla stravagante per non dire inesistente organizzazione di Michele. Ma in fondo abbiamo tutti un unico e solo obbiettivo: divertirci come dei pazzi. Le basi ci sono tutte: cinque/sei amici di facoltà che partono allo sbaraglio per la loro prima vacanza insieme. L’inizio di un’avventura. Cosa volere di più? (Non vale rispondere un “lucano”).

Dedicato a te che meriti, in qualità di primo lettore, un BUONGIORNO speciale!!!! che mangi a colazione oggi??? Io consiglio pane e nutella…per iniziare meglio la giornata!!!no???

Grazie per le parole che hai ascoltato, per quelle che hai pronunciato. Grazie per le lacrime che hai asciugato e per quelle che insieme a me hai versato. Certe amicizie non si dimenticano, cambiano. L’abbiamo fatto anche noi in tutti questi anni e io ti conosco davvero da una vita. Eppure, anche se non ci avrei sperato anni fa, ora siamo ancora insieme, con un legame che ci unisce oggi più di allora. Ci guardiamo e sappiamo intenderci. Siamo schiette e sappiamo perdonarcelo. Siamo amiche e non lo scorderemo facilmente. Cado e mi tendi una mano, piangi e ti offro una spalla su cui appoggiarti. Io e te, diverse nel nostro vivere la vita, unite nel difendere un rapporto raro di questi tempi. Non sei sola, non sono sola. Siamo io e te. Siamo amiche.

GRAZIE SARA.

“Per G.” è un racconto che non mi lascia completamente soddisfatta…lo trovo decisamente “acerbo”. Nasce dall’esplicità volontà di regalare una mancata serenità a una persona nel mio cuore molto importante, ammesso che sia possibile farlo con una favola. Forse è per questo che sono così restia a considerarlo un “buon racconto”. In reatà è il mio primo esperimento, scritto su un pezzetto di carta stropicciata durante un viaggio Milano-Mantova sul sedile posteriore di una peugeot 106 (“una 4×4 con 200 cavalli, 100 km con un litro” – Gio): l’unica luce dell’autostrada, gli sbalzi del traffico, l’illuminazione fioca di un cellulare…matita e fantasia. A rileggerlo si notano chiaramente le influenze del bellissimo racconto di Antoine De Saint-Exupery, il “Piccolo Principe”…Colpa di un’inconscia reminescenza: quasi le parole mi venissero dettate da ricordi di vite vissute soltanto tra le pagine di un libro letto qualche anno prima. Non l’ho fatto apposta, ne l’ho subito realizzato. “Fa molto <<Piccolo Principe>>, mi è stato detto…ed è così. La cosa mi ha stupita, non l’avevo mai realizzato fino a quella frase, che sciocca”. Poco importa, ogni autore ha una sua fonte di ispirazione, l’importante è sempre e comunque scrivere e regalare emozioni, quando sai di poterlo fare. Nonostante siano passati circa tre anni da quel viaggio in autostrada, “Per G.” racchiude ancora tutta la sua energia, rappresentando bene l’ideale di chi continua a credere che l’emozioni, l’amore in primis, possano essere trasformate in parole, mantenedo intatta tutta la loro potenza e magia. Se amo scrivere è principalmente per questo. Un racconto che per me è più di ciò che potreste immaginare, un regalo a una persona che per sempre sarà ricordata come un punto fermo nell’orizzonte complesso, frastagliato, infinito dell’amore – nel senso più “magico” e puro che esista -. Punto fermo e irraggiungibile. Anche se a tutto questo non c’è alcun perchè. Ma certe cose non possono essere spiegate. Neanche da me. In bocca al lupo a G.

Ti svegli e realizzi di essere solo. Non stai dormendo, sei solo avvolto da una fitta nebbia di pensieri e parole. Sentimenti ed emozioni ti soffocano. E non respiri più. Sono lacrime quelle che scendono sul tuo viso. Le hai ignorate per troppo tempo. Ora è il momento di asciugarle o quanto meno di imporre al tuo orgoglio di farle scivolare giù. Non è una colpa soffrire, lo è far male agli altri. Ma tu hai l’anima bianca, la coscienza pulita. Domani ti alzerai con il cuore un pò pesante, ma è un peso che puoi e sai sopporare. Non aver paura, prenditi cura di te, della tua vita. Realizza i tuoi sogni, accoglili a braccia aperte…sono una rarità al giorno d’oggi. Non credere di aver bisogno di coloro che ti hanno ferito. Certe persone non sono così rare come credi. La felicità è rara, quella è una vertigine concessa solo a pochi. Inseguila, rincorrila…perchè hai vent’anni, ti meriti il meglio. Perchè tu possa dire di aver lottato per te stesso, per non svegliarti più alle due di notte anche quando non stai dormendo. Certe volte la cruda realtà spaventa più di un brutto incubo. Cia.

A me stessa e a chi non dorme più…

Cambio casa e…quella che prima era una prigione di poche mura ora, spogliata di tutte le mie cose, mi mancherà…chiudo il cancello alle mie spalle e so che non sarà più come prima.
Cambio casa e…cambio vita. Perchè da oggi non ci sono punti fermi, solo un orizzonte di possibilità.
Cambio casa e…cambio me stessa: più decisa nel difendermi.
Cambio casa e…cambio punto di vista: sulle persone, sulla vita, sull’amicizia, sull’amore.
Cambio casa e…cambio opinione. Su molte cose, su molte persone. A volte ne sono felice, tante altre scende una lacrima di delusione.
Cambio casa e…cambio portachiavi. Quello vecchio non mi piace più. Futile vanità.
Cambio casa e…cambio il modo di vivere il dolore. Non vale sempre la pena di farti scalfire.
Cambio casa e…cambio idea, taglio, sfondo del pc, colore di smalto.

Cambio tutto ciò che non vale la pena conservare, nel cuore e nella testa.

 

Non so a chi sia mai capitato di soffrire di quella terribile insonnia simile a un tarlo che lentamente, senza alcuna fretta, scranocchia contento i mobili antichi del salotto. Ho ufficialmente finito le mie “pilloline” (assolutamente naturali) così efficaci nel combattere il maledetto parassita residente nel mio cervello! Ovvio che la sottoscritta avrebbe potuto, ma soprattutto dovuto, provvedere al riacquisto delle suddette, ma in realtà ieri mi sono lanciata in un esperimento alquanto mal riuscito. “Insomma – mi sono detta – non mi servirà mica una pallina bianca del diametro di 2 mm per riposare serena??!Tutta suggestione!” Eeeeeh!! Metto in moto il cervello, va: un pò di radio alle due del mattino…ci troverò sicuramente una di quelle trasmissioni pallosissime sull’etica politica o cose simili…quanto posso durare?Tre minuti e sono stesa!
Ora: sorvolando sul fatto che ho passato un’ora a sentire uno che discuteva dei problemi dell’agricoltura in Italia, ho decisamente capito che il dibattito non fa per me!Mi appassiono troppo facilmente!Meglio darsi alla musica, va!Radio Italia (solo musica italiana) che trasmetterà mai alle 2.00 di notte??Certa di beccare qualche nenia senza età ho puntato la frequenza sul 104.00…ma perchè????!!!! Ecco una sfilza di canzoni d’amore strazianti…su lui che non vuole lei, su lei che lascia lui, su loro che vorrebbero ma non possono, sul ricordo di quello, sulla mancanza di quest’altro!!!!E che cavolo!!!Secondo voi perchè mi riduco in posizioni massacranti, mi assordo, mi incricco collo e schiena con due auricolari puntati nelle orecchie…???HO BISOGNO DI DORMIRE!!!(Non di pensare)

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